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1° classificato Marcello Mariana
Un viaggio lungo tutto l’arco alpino, allo scopo di documentarne la sublime grandiosità e le violente
contraddizioni. Un luogo dove spesso la natura è ancora l’assoluta protagonista, con la sua solennità e la sua
eleganza; ma anche ove sovente rischia di soccombere all’irruenza umana, limitandosi perciò a “fare da cornice”.
Ho deciso di fotografare la maestosità del paesaggio alpino contemporaneo, la sua immanenza e la sua
trascendentalità, i suoi assoluti e le sue contingenze, cercando tuttavia di armonizzarlo con l’intervento
e la presenza della modernità. Fattori che possono essere definiti “di disturbo”, ma che compaiono ormai
cosìdi frequente nel paesaggio naturale originario da diventarne, in qualche modo, parte integrante,
acquisendo talvolta anche una certa bellezza.
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motivazione Per aver scelto come tema di lavoro il paesaggio naturale e per aver reso esplicito il problematico
rapporto tra la persona e l’ambiente attraverso il codice di una messa in scena di grado minimo.
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2° classificato Marcello Galvani
Queste fotografie sono state prese attorno a Massalombarda (RA). Il metodo è quello di una scrittura automatica
ricomposta in un racconto visivo fatto di rimandi fra le parti, come in una geografia privata. Recentemente ho
tradotto una delle ultime interviste a John Szarkowski: “fotografare un palazzo costruito da persone il cui gusto
giudichiamo inferiore al nostro è come sparare sulla croce rossa, come fare della pesca a strascico.
Non ho idee a priori ma sono le fotografie stesse che mi stupiscono e di conseguenza mi aiutano
a comprendere quello che guardo. |
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motivazione Per la capacità di affrontare un paesaggio minore utilizzando un registro narrativo leggero
e controllato vicino alla “naturalezza” dello sguardo. |
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3° classificato Michele Cera
Bari, costa sud
Le aree costiere del Meridione d’Italia sono state per anni, e in parte lo sono ancora, devastate dall’aggressione
di un’edificazione intensa, talvolta illegale. È questo il caso del litorale sud di Bari, dove, a poche centinaia
di metri dal sito che un tempo ospitava l’ecomostro di Punta Perotti, sono ancora presenti piccoli
edifici abusivi, da diversi anni abbandonati dai proprietari. Tuttavia, questi edifici vengono oggi utilizzati da
immigrati, forse clandestini, che li utilizzano come precarie abitazioni. Per questo mi interessava, nelle immagini
presentate, creare una dialettica tra il paesaggio esterno, alla luce del sole e per questo noto ai più,
e gli interni di questi edifici, nascosti e sconosciuti, con i loro arredi, i loro letti di fortuna.
Un paesaggio illegale e dell’abbandono, diviene quindi anche un paesaggio fragile, vulnerabile;
un paesaggio “rifiutato” e rimosso dalla città esattamente come le persone che, furtivamente, lo abitano. |
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motivazione Per la delicatezza e l’assenza di retorica nel porre in dialogo fra loro lettura
del paesaggio e racconto di un tema di attualità sociale.
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finalisti
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Fabio Barile |
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Ex- Novo è un progetto fotografico sulla riqualificazione dell’ex Area FIAT di Novoli a Firenze, un semplice
pretesto per condurre una ricerca personale sulla “pre-istoria” dei luoghi. È paradossale cercare il
genius loci in un cantiere; eppure, con l’esercizio dello sguardo, si può catturare la dialettica fra ogni singolo
elemento e l’insieme, ascoltando le cose esistere e mutare; sono cose che non accadono: reperti minimi,
sentinelle dell’effimero colte nella loro semplice esistenza. Anche le persone ritratte, con le loro espressioni
e posture, determinano l’anima di quel posto, segnandolo con impronte visibili e invisibili. Inseguendo
il miraggio della rappresentazione, si tocca un nucleo che si nega non solo alla comprensione, ma anche
alla percezione. Ciò che si scorge di una presenza diventa domanda, mistero… ma un mistero assolutamente quotidiano. La fotografia in fondo rivela che ci sono cose che non si rivelano mai.
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Luca Casonato |
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Beautiful Cities
“In contesto borghese, nuova realizzazione, ottimo investimento, villetta con giardino: vendesi”.
Le periferie di molte città italiane sono state colonizzate da case a schiera dotate di micro spazi verdi
per lo più prive di pregio architettonico. A dispetto di ciò gli spazi che le circondano godono di alcune
interessanti peculiarità generate dalle stesse leggi utilizzate per abbassare i costi di progettazione
e costruzione. Ecco che la serialità, la ripetizione, il parallelismo, la riflessione, se da un lato portano
spesso ad edifici anonimi, dall’altro generano degli spazi molto ordinati, rigorosi, quasi nitidi.
Inaspettatamente le leggi che permettono di minimizzare l’impegno progettuale e i costi di realizzazione
generano uno spazio cristallino, pulito, rigoroso. Mi sono proposto di indagare questi spazi, alcuni fra i tanti
paesaggi del mercato immobiliare, che l’immaginario collettivo tende a vedere come delle Beautiful Cities.
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Federico Covre |
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Ma qui non c’è niente!
Le immagini proposte sono un estratto di un più ampio progetto di ricerca sulle Alpi che ha come intento
l’osservazione delle modificazioni ambientali del paesaggio alpestre avvenute con lo sviluppo connesso
ai processi di industrializzazione del turismo e dell’espansione urbana.
In questa ristretta serie di fotografie,
mi sono concentrato su quei luoghi che potremmo definire “sul margine,” tra la pianura e i territori montagnosi
delle Alpi nella fascia pedemontana tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, racchiusi ad ovest dal lago di Garda
e ad est dal fiume Tagliamento.
Rispetto alle richieste del bando, mi sono fortemente interrogato su come
dare una definizione di “paesaggio a rischio.”
Difficile esprimere un'unica possibile interpretazione, difficile
come trovare un'unica denominazione di paesaggio. Poiché il paesaggio è formato esso stesso dalla lettura
del territorio e quindi da un carattere prettamente fisico ma, allo stesso tempo, anche dalla nostra selezione e
giudizio di valore su di esso, quindi da un carattere che non può prescindere dal punto di vista che lo esprime
in sé.
Forse il paesaggio a rischio è il paesaggio incongruo, “fuori luogo”?
Diventa nuovamente importante
chiedersi che cosa vogliamo intendere con il termine “incongruo” e cercare di comprendere quanto di tutto
ciò intercorre con l’idea di incompatibilità ecologico-ambientale, oppure è legato principalmente ai temi della percezione del paesaggio.
Domande che portano ad altre domande…
In tutto questo la camera fotografica non
può dare delle risposte, ma con essa siamo in grado di registrare le tracce che le strutture economiche, sociali
e politiche depositano nell’ambiente. Ciò nondimeno possiamo andare oltre se pensiamo, come scrive Antonello
Frongia, che “la fotografia può avere un ruolo etico e persino politico nell'imparare a vedere la potenzialità dei
paesaggi minori, non monumentali, persino vernacolari.”
Queste immagini vogliono riflettere al tempo stesso
sui luoghi, con lo sguardo necessario per comprendere le modificazioni del paesaggio e quindi in fondo a noi
stessi, e sui modi di essere vissuto.
Come nei miei precedenti progetti, mi sono principalmente occupato della
contemplazione del paesaggio, preferendo osservare le persone immerse nell’attività dello stare, piuttosto che
occuparmi di cosa stanno guardando. Documentare i luoghi dove si esercita l’esperienza, attraverso lo spazio
fisico in cui la memoria si muove, diventa importante non per ri-comporre ideali ambienti felici di paesaggio
pre-industriale o per poter condannare ciò che la nostra stessa società ha concepito, ma per attivare una forma
di lettura in grado di assimilare i cambiamenti della città a noi contemporanea.
Solo allora e, forse solo
implicitamente, potremmo comprendere il rischio del paesaggio, e porre le questioni che interessano
i nostri territori contemporanei, senza cadere nell’ovvio, nel già sentito, nel facilmente intuibile.
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Simone Donati /Rocco Rorardelli /Michele Borzoni |
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Terremoti Italiani 1968-2002
Un’indagine geografica dei più importanti eventi sismici italiani che negli ultimi 40 anni hanno segnato
in maniera indelebile la vita di migliaia di persone nel nostro Paese.
Belice - 15 gennaio ‘68 Un sisma sconvolge nella notte la Valle del Belice, distruggendo interamente
6 paesi e causando 500 morti e 98000 senzatetto, 12000 dei quali non hanno ancora fatto ritorno a casa.
Irpinia e Basilicata - 23 novembre ‘80 È sera, una scossa sfigura l’Irpinia e la Basilicata, causando 2735
morti e 8850 feriti. Ad oggi, soltanto uno tra i circa 150 paesi colpiti, ha concluso la ricostruzione.
Umbria e Marche - 26 settembre ‘97 Una sequenza di scosse colpisce decine di comuni montani
fra Umbria e Marche, ma l’attenzione mediatica si concentra sulla Basilica d’Assisi.
Santa Venerina - 29 ottobre ‘02 Un sisma scuote Santa Venerina, alle pendici dell’Etna,
ma due giorni dopo, con la tragedia del Molise, il sisma siciliano sarà presto dimenticato.
San Giulianodi Puglia - 31 ottobre ‘02 Sono le 11.32. Una scossa colpisce il confine tra Molise e Puglia,
provocando il crollo di un solo edificio, la scuola Francesco Jovine. Perdono la vita 27 bambini ed un’insegnante.
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Cesare Fabbri |
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Travel journals
Le fotografie scelte per questa sequenza sono state prese a nord di Ravenna, la maggioranza
lungo la statale 309 Romea: una strada di grande comunicazione ma non ancora arteria di traffico veloce,
lambita per gran parte del suo percorso dal Parco Naturale del Delta del Po, e racchiusa ai suoi estremi
dalle due aree industriali di Porto Marghera (VE) e Porto S.Vitale (RA. Ho così cercato di toccare
tutti i cinque temi del bando, senza suddividerli ma compenetrandoli, come nello stesso stato
di frammentazione in cui versa la città diffusa della Pianura Padana.
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Alberto Giuliani |
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Mafialand
Il corso della storia, quasi sempre, lascia tracce di se sul territorio. Altre volte è invece l’ambiente
circostante a condizionare il divenire dei fatti. Ciò che colpisce attraversando le terre di Mafia è il fatto
che questo rapporto di causa effetto svanisca, nei luoghi così come nella memoria collettiva.
La storia della Sicilia e dell’Italia intera, da più di quattro secoli, è segnata da fatti di sangue che sembrano
non lasciare ferite sulla terra. E la ragione dell’ottima salute di cui godono i sistemi malavitosi
nel nostro Paese sta proprio qui, nella loro assoluta e condivisa normalità. Così, ripercorrendo i luoghi
di mafia che hanno caratterizzato gli ultimi anni di storia, si scopre che in realtà il binomio
ambiente-fatti ha generato un terzo e doloroso elemento: il silenzio.
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Claudio Gobbi |
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Eccellenza e perdita: il caso di Carlo Mollino
Queste immagini rappresentano una breve incursione nel mondo visionario dell’architetto torinese,
divisa in due parti in dialogo tra loro. Da un lato le immagini in bianco e nero della società Ippica torinese,
realizzate dallo stesso Mollino, edificio capolavoro oggi non più esistente poiché ciecamente demolito
negli anni ’60. Dall’altro le immagini a colori, da me realizzate, presso gli unici interni ad opera del progettista
rimasti oggi conservati, la cui preservazione si fa in questi giorni più che mai attuale a seguito del recente
smantellamento dell’auditorium rai di sua realizzazione. Il risultato finale di questo lavoro, tra memoria
e attualità, vuole essere anche un dialogo tra i linguaggi della fotografia, tra documentazione e finzione,
sguardo sul reale e gusto per la messa in scena. Un pensare per immagini la realizzazione tra mondo interno
ed esterno soprattutto nel suo legame tra spazio e tempo, dimensione estremamente cara al geniale progettista.
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Alessandro Imbriaco |
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Utopia - #01 la casa
Il desiderio ha bisogno di un luogo dove approdare, ha bisogno di edificare dei confini per essere riconosciuto
come tale. Questo luogo è UTOPIA e i suoi confini diventano le aspettative socialmente più riconosciute
da una civiltà nel pieno del suo sviluppo, le stesse declinate ogni giorno nelle pagine dell’oroscopo: casa,
salute, lavoro, amore. Questo progetto intende sviscerare le costruzioni del desiderio nel suo continuo
tentativo di incarnarsi. Questa prima parte, incentrata sull’aspirazione ad avere una casa - intrisa di un intero
immaginario retorico per cui la casa stessa si trasfigura in un luogo fantastico (utopico) dove concretizzare
altri sogni (una famiglia, una cena di natale, una postazione high-tech) - è realizzata affiancando le
immagini della periferia nascente di Roma Est (allegoria dell’espansione utopica di una comunità e della sua
smania pioneristica di fondare la felicità su una terra vergine) a dei testi scritti ricavati dal blog di quartiere
dove i futuri abitanti di questa periferia cercano di dare corpo e voce alla dimensione delle loro aspettative
(la blogosfera stessa diventa allora l’ultimo approdo della fantasia, spietato correlativo oggettivo dell’effimera
inconsistenza di infiniti sogni preconfezionati). Questo è il primo capitolo del lavoro che consisterà
di altri quattro capitoli, sviluppati con le stesse modalità di interazione tra immagini e testi di blog
e incentrati sul tema della salute, del lavoro e dell’amore.

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Marco Lachi |
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Pratolino (Firenze) - ex sanatorio “Banti”
Importante e prestigioso presidio sanitario degli anni '30, edificio con caratteristiche costruttive
assolutamente moderne donato all’Istituto Nazionale Fascista di Previdenza Sociale (INFPS) da parte
della principessa Demidoff nel 1935, nel 2004 rifugio per i richiedenti d’asilo Somali adesso vuoto!
...per un anno circa sono tornato nello stesso luogo, in momenti diversi e per motivi diversi.
Poi ho iniziato a frequentarlo assiduamente. Negli ultimi mesi lo vedevo cambiare: leggeri cambiamenti
pur essendo abbandonato. Oggetti diventati familiari erano posti in luoghi diversi o non c’erano più.
Ad un certo punto le mie frequentazioni erano proporzionali ai cambiamenti percepiti:la necessità
era diventata quella di registrare prima di perderne la visione.
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Francesca Lazzarini |
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Abusivismi
Il lavoro è composto da 7 fotografie 60x60 e un racconto intitolato Abusivismi. L’abusivismo cui si riferiscono
le immagini non è quello delle grandi speculazioni edilizie, degli ecomostri costieri e alpini, ma un fenomeno
esploso nelle periferie cittadine nel dopoguerra, nato come risposta emergenziale - seppur illegale -
alla necessità di abitazioni degli strati più poveri della popolazione inurbata. Testo e immagini attuano
un cortocircuito tra emergenza abitativa passata e presente: tra il disordine visivo di un paesaggio privo
di regolamentazione edilizia e la difficoltà di affrontare le attuali condizioni di vita dettate dal sistema
socio-economico, cosa che sarcasticamente rende tale paesaggio, oltre che familiare, quasi desiderabile.
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Marco Miglio |
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Il paesaggio dell'abbandono in Val Bordera
Dopo una lettura attenta del bando di concorso, mi è parso interessante strutturare il progetto come
un’inchiesta, finalizzata a far emergere come siano i cittadini, e non unicamente il fotografo, a percepire
il loro ambiente di vita. Ho invitato i valborberini ad indicare un esempio di eccellenza e un esempio
di criticità paesaggistica, secondo lo schema binario proposto nel bando. È scaturita un’interessante
pluralità di sguardi e opinioni. Ho esplicitato questi pensieri “latenti” e ho “tradotto” in immagini la complessità
delle loro relazioni, che vanno ben oltre la polarità fra qualità e rischio, espressi rispettivamente dall’equilibrio
fra natura e architettura rurale spontanea e dalla minaccia di una urbanizzazione diffusa,
disomogenea e inconsapevole. Realizzato in medio formato.
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Lorenzo Vitturi |
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Sul confine
I segni lasciati dalla Guerra Fredda in Italia sono testimoniati dalla poco nota costruzione, attraverso
finanziamenti della Nato, di un articolato sistema difensivo sul confine nord-orientale. Questa ricerca,
al tempo stesso archeologica e fotografica, intende dar luce agli effetti del graduale smantellamento, in seguito
alla caduta dell’URSS, di quella linea difensiva. Smilitarizzazione che ha reso l’intera zona un desolato
campo di battaglia, abbandonato dal 1996, e ancora in attesa di una concreta riconversione.
Le strutture in disuso, in apparenza simbolo pacifico della fine di quel periodo di tensione, ne rivelano
l’isolamento al trascorrere del tempo, e prive di alcun intento di rinnovamento, continuano piuttosto
a testimoniare la desolazione generata dalla guerra.

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partecipanti
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Veronica Adriani
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Nicola Agazzi
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Michele Amato
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Yuri Ancarani
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Mariano Andreani
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Alessandro Antonello
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Vittorio Apa
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Giampaolo Arena
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Emanuela Ascari
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Baccari ~ Barile ~ De Iacobis ~ Ceccarelli ~ Fornaciari
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Emanuele Baciocchi
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Roberta Baldaro
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Maria Rebecca Ballestra
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Simona Barbagallo
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Agata Baronti
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Emanuela Bartolotti
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Soira Bazzo
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Eva Benso
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Nicola Bettale
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Simona Bianchi
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Leonora Giada Bisagno
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Eleonora Blanco
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Fabrizio Bonfanti
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Anna Barbara Bonomi
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Massimiliano Boschini
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Daniele Bosica
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Andrea Bosio
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Gianluca Bronzoni
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Stefano Bruna
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Lino Cairo
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Riccardo Campanale
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Sergio Cardone
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Lorenzo Casali
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Giuseppe Davide Cassano
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Maria Anna Catalano
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Giuseppe Cavaleri
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Paola Cecchelani
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Giacomo Chiesa
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Francesco Cicconi
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Annalisa Cimmino
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Marco Citron
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Pietro Clemente
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Cociani ~ Sanesi
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Tiziana Contino
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Valeria Corazza
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Alfredo Covino
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Francesco Dal Sacco
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Sara De Carlo
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Angelo De Grande
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Giuseppe De Grazia
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Francesca De Pieri
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Antonio Dejua
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Martina Della Valle
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Sandro Di Camillo
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Alessandra Di Consoli
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Valentina Di Francesco
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Alesandro Di Giugno
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Bruno Di Lecce
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Massimiliano Di Silvestre
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Eleonora Diquattro
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Danilo Donzelli
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Ettore Favini
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Mario Ferrara
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Ilaria Ferretti
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Mina Fiore
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Nanni Fontana
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Alessio Forcina
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Raffaella Fornasier
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Gerardo Fornataro
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Davide Franceschini
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Stefano Frattini
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Andrea Gaio
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Luca Gambi
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Raffaella Garavini
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Francesca Gardini
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Simona Gavioli
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Raffaella Gentile
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Federica Georgetti
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Lucia Ghidoni
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Armando Giorgini
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Matteo Girola
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Elisabetta Goggi
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Alberto Gramegna
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Roberta Iachini
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Daniela Ionta
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Angela Giuseppina Larotonda
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Renato Leotta
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Libero ~ Summo
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Domenico Liguigli
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Vanessa Lo Presti
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Martino Lombezzi
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Teodoro Lupo
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Marcello Mantegazza
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Christian Mantuano
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Alessia Maricchiolo
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Adriano Marinazzo
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Allegra Martin
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Elena Mastracci
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Fabio Maurino
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Andrea Mazza
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Antonello Mazzei
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Carola Merello
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Laura Mergoni
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Filippo Messina
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Domingo Milella
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Davide Monteleone
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Pietro Montone
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Silvia Morara
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Maurizio Mossone
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Giuseppe Musolino
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Fabrizio Nacciareti
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Francesco Neri
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Luca Nizzoli
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Silvia Noferi
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Roberto Orco
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Francesca Lara Padovan
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Fabio Pagano
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Davide Pagliarini
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Simona Pampallona
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Paolo Panzera
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Andrea Panzironi
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Claudia Papini
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Edoardo Pasero
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Francesco Patriarca
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Pio Pazienza
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Daniele Pennati
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Tommaso Perfetti
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Simone Perolari
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Miguel Perra
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Andrea Pertoldeo
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Michele Pesce
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Ilenia Piccioni
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Elisa Ponti
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Serena Previtali
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Laura Pujia
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Marco Rapaccini
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Patrizia Ricco
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Francesco Rinaldi
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Francesca Chiara Robboni
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Max Rommel
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Francesco Roveta
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Davide Rusconi
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Antonino Russo
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Michele Santarsiere
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Donatella Satta
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Auronda Scalera
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Elisabetta Scalvini
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Erika Sereni
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Moreno Spagnuolo
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Francesca Speranza
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Sara Spoladore
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Sara Maria Telloni
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Filippo Travaglini
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Carloalberto Treccani
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Alexandro Tripodi
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Carmelo Ucchino
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Alice Vercesi
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Raffaele Vertaldi
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Sara Vespignani
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Francesca Vezzani
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Elisabetta Villani
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Falcomer Viviana
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Marco Vovola
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Isotta Mitsue Zanoli
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