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Andrea Abati nasce a Prato nel 1952, dove vive e lavora.
Appartiene alla generazione della fotografia italiana di paesaggio degli anni Settanta.
Punto di partenza del suo lavoro sono l’analisi delle trasformazioni del paesaggio
architettonico industriale, l’osservazione simbolica della natura antropizzata,
l’attenzione all’avvicendarsi delle genti e al mutamento del tessuto sociale della città
attraverso un uso della fotografia come strumento di conoscenza e di relazione
tra il Sé e il mondo. Fondatore di Dryphoto, dagli anni ‘80 partecipa attivamente
al dibattito culturale con mostre, seminari ed incontri con importanti fotografi italiani
ed europei con l’obiettivo di far conoscere la Fotografia Italiana di paesaggio.
Insegna fotografia in istituti privati e enti pubblici.

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Jordi Bernadó nasce a Lleida nel 1966. Vive e lavora a Barcellona.
É interessato all’uso della fotografia come mezzo di conoscenza per indagare la città,
l’architettura e l’assetto urbano. Nel rigoroso tentativo di decodificazione dello spazio
intorno a noi Bernadò inserisce elementi di contraddizione, di assurdità, di azzardo e,
spesso, di ironia, che costituiscono le componenti primarie del suo personalissimo e
complesso lavoro. Impegnato in diversi progetti legati al territorio ha esposto in numerose
mostre. Sue opere sono nelle maggiori collezioni pubbliche. Numerose e pluripremiate
le sue pubblicazioni legate ai temi dell’architettura contemporanea.
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Massimo Berruti nasce a Roma nel 1979 dove attualmente vive e lavora.
É fotoreporter dell'agenzia GraziaNeri. Nel 2004 con il reportage sullo sgombero
di Hotel Africa, occupato da profughi etiopi, sudanesi, eritrei inizia il suo progetto (ancora
in corso) sull’immigrazione. Nel 2004 inizia a lavorare ad un progetto collettivo pubblicato
da TROLLEY nel 2006 in un libro dal nome "MADE IN ITALY" cgil100, in occasione
del centenario del sindacato. Dal 2005 lavora con le più importanti riviste italiane ed
internazionali, come l'Espresso, D la Repubblica delle Donne, IO Donna, Amica,
Vanity Fair
e Paris Match. Ha vinto nel 2006 il premio Yann Geffroy.
É il più giovane fotoreporter tra i cinque italiani premiati al World Press Photo 2007.
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Andrea Botto nasce a Rapallo (GE) nel 1973 dove vive e lavora.
Diplomato in Fotografia allo IED di Torino, si occupa di fotografia di paesaggio e architettura. Attento alle contaminazioni con i diversi linguaggi dell’arte contemporanea,
analizza i processi di percezione e rappresentazione del mondo attraverso il rapporto
tra il territorio e chi lo abita. Collabora con enti pubblici del centro-nord Italia su progetti
fotografici ed editoriali. Numerose le partecipazioni a Festival di Fotografia e i riconoscimenti: terzo premio al Concorso Internazionale di Fotografia Basilicata 2004 e terzo al Premio Europeo per la Fotografia d’Architettura 2005 di Stoccarda. Con il geologo Marco Amanti segue il progetto Paesaggi instabili sulle frane italiane. É direttore artistico e ideatore del festival Rapallo Fotografia Contemporanea 2006. Dal 2004 insegna allo IED di Torino. Sue opere sono conservate presso la Galleria Civica di Modena e la Bibliothèque
Nationale di Parigi.
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John Davies nato nel 1949 a Sedgefield, Co.Durham, vive a Liverpool.
Si colloca nell'ambito della fotografia documentaria contemporanea, internazionalmente
noto per la lucidità con la quale affronta il paesaggio rurale e urbanizzato.
Partito a metà anni ‘70 con un’analisi della bellezza "selvaggia" delle isole britanniche
(Mist Mountain Water Wind, 1985; Skylines, 1993), dagli anni ‘80 avvia un’articolata
documentazione del paesaggio urbano concentrandosi sui mutamenti provocati dall'epoca
post-industriale (A Green & Pleasant Land, 1986, Cross Currents, 1992 ).
Nel 1977 con la mostra presso l'Institute of Contemporary Arts di Londra inizia la sua
intensa attività espositiva in musei e gallerie europee. Sue opere sono conservate
in diverse collezioni pubbliche in Europa e negli Stati Uniti tra cui il Victoria & Albert
Museum di Londra, l’Arts Council of England, la Bibliothèque Nationale e il FNAC
(Fonds National d Art Contemporian) di Parigi, il Museum of Modern Art di New York
e il San Francisco Museum of Modern Art, l’Antwerp Museum voor Fotografie,
il National Museum and Galleries of Wales.
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David Farrell nasce a Dublino nel 1961, dove vive e lavora.
Ha lavorato come fotografo free-lance a partire dal 1990 dopo aver conseguito il PhD
in chimica nel 1987. Lavora su progetti indipendenti con la sua compagna Gogo della Luna
(Gudók). Nel 2001 ha vinto il prestigioso European Publishers’ Award for Photography
con la prima mostra personale Innocent Landscape: una serie di fotografie realizzate
nei Sites of the Disappeared, ovvero i luoghi dove nove giovani furono uccisi e
'segretamente sepolti' dall'Ira tra gli anni '70 e i primi anni '80. Nel 2004, ha partecipato
al progetto European Eyes in Japan. Con il compositore Benjamin Dwyer ha realizzato
il video Crow che è stato premiato nel 2005 durante il Composers Choice Festival
al National Concert Hall di Dublino. Recentemente ha esposto al FotoFestival di Roma
e all’Houston FotoFest del 2006. Donald Taylor Black (Poolbeg Productions) sta attualmente
girando un documentario su di lui. É in uscita il suo secondo libro Nè Vicino Nè Lontano
a Lugo
. E docente di fotografia presso il Dun Laoghaire Institute of Art, Design & Tecnology.
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Carlo Garzia nasce a Bari nel 1944, dove vive e lavora.
Laureato in Lingua e Civiltà francesi, a partire dalla fine degli anni Settanta ha partecipato
come autore ad alcuni dei momenti più significativi della nuova fotografia italiana
partecipando a diversi progetti legati al paesaggio e al territorio come Viaggio in Italia,
(Bari,1984), 1987-1997 Archivio dello Spazio. Dieci anni di fotografia italiana sul territorio
della provincia di Milano
; Luoghi come paesaggi, (Firenze e Napoli, 2000).
Socio fondatore di “Spazio-Immagine” (1980-1996) e de “La Corte, fotografia e ricerca”,
ha ideato e curato vari progetti tra cui Le rêve du paysan (Bari 1986), Viaggio in Provincia
(Bari 1991) Specie di spazi ( Bari 1994). Dal 2007 è entrato a far parte del CRAV,
Centro interdipartimentale per la ricerca sulle avanguardie dell’Università di Bari.
É autore di numerosi testi e le sue opere sono conservate in collezioni private
e presso diverse collezioni pubbliche.
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Alex S. Maclean nasce a Seattle nel 1947, vive a Lincoln (Ma).
Fotografo e aviatore da più di 25 anni esplora il territorio dall’alto, documentando
il paesaggio e i cambiamenti in atto prodotti dai processi di sviluppo. Nel 1975, dopo aver conseguito il Master of Architecture alla Graduate School of Design della Harvard University, fonda a Cambridge la società di fotografia aerea Landslides che collabora con architetti, ingegneri, studiosi dell’ambiente e urbanisti. Il suo archivio conta più di 300,000 immagini. Ha ricevuto riconoscimenti e premi dal National Endowment for the Arts, la Graham Foundation, il Lincoln Institute of Land Policy e, più di recente ha ottenuto il Prix de Rome in Landscape Architecture 2003-2004 dell’Accademia Americana di Roma. Le sue fotografie sono apparse in numerose pubblicazioni che l’hanno reso noto in tutto il mondo. Tra le monografie: Look at the Land: Aerial Reflections on America, 1993; Taking Measures Across the American Landscape, 1996; L'Arpenteur du Ciel, 2003. Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti, Canada, Europa e Asia e fa parte di numerose collezioni pubbliche e private.
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Walter Niedermayr nasce a Bolzano nel 1952, dove vive.
Tra i più rappresentativi fotografi italiani di paesaggio, attivo dall’inizio degli anni ’70.
La sua ricerca artistica è volta ad esplorare i microclimi della cultura contemporanea
e la condizione umana che ne determina l'esistenza. Notissime le sue fotografie di paesaggi alpini analizzati attraverso un’osservazione - fisicamente e emotivamente - distaccata e sottilmente ironica. Dal 1988 un’intensa attività espositiva ha portato le sue opere in Germania, Austria, Francia, Inghilterra, Spagna e Stati Uniti. La mostra Civil Operations (2003-2004) esosta ad Hannover, Lipsia, Stoccarda e Bolzano ha presentato la più ampia rassegna del lavoro dell’artista altoatesino. Numerose le pubblicazioni monografiche, tra cui: Die Bleichen Berge (1993); Reservate Des Augenblicks (1998); Raumfolgen 1991-2001 (2001); Zivile Operationen (2003); Walter Niedermayr Titlis (2004); Walter Niedermayr Tav (2006); Walter Niedermayr/Sanaa (2007).


Fabio Ponzio nasce a Milano nel 1959, vive a Roma.
Nel 1977 con il primo viaggio in vespa per il nord Europa inizia la sua carriera di fotografo
e viaggiatore. Dal 1979 al 1987 segue l’attualità’ italiana per le maggiori testate
giornalistiche come Epoca,Time, Newsweek. Nel 1987 iniziano i viaggi nell’Europa dell’est,
dai Carpazi al Caucaso agli Urali, attraverso la Polonia, l’Ucraina, la Russia,
la Cecoslovacchia, l’Ungheria, la Turchia, la Romania,  la Jugoslavia, l’Albania,
la Bulgaria, la Georgia e l’Armenia. Nel 1989 fotografa il crollo dei regimi comunisti europei. A partire dagli anni novanta ottiene numerosi riconoscimenti al suo lavoro: il Premio Kodak Italia e il Grand Prix Européen de la Photographie de Arles (1991), The Mother Jones Foundation Award for Documentary Photography (U.S.A. 1993); The W.Eugene Smith Supplementary Grant (U.S.A, 1995 e 1998); l’Oskar Barnack Award (Germania 1998).
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Marialba Russo
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Paul Seawright nato a Belfast nel 1965, dove vive.
Particolarmente interessato a temi di guerra e di conflitti, la notorietà arriva negli anni
’80 con una serie di lavori che indagano la questione sociale dell’Irlanda del Nord.
Nel 1997 vince il Glen Dimplex Prize dell’ Irish Museum of Modern Art.
L’Imperial War Museum di Londra gli commissiona un lavoro sull’Afghanistan alla fine
della Guerra del 2002. Ha vissuto per 13 anni in Galles rappresentando il Paese
alla Biennale di Venezia del 2003. Nel 2004 il FotoMuseum di Antwerp gli dedica
una retrospettiva e il volume Field NotesLe sue opere sono state esposte in molte sedi
internazionali e sono presenti in diverse collezioni tra cui il San Francisco Museum
of Modern Art, l’ Art Institute of Chicago,l’International Centre of Photography di New York,
la Art Gallery of Ontario, e l’Irish Museum of Modern Art di Dublino.
É professore di Fotografia alla University of Ulster in Belfast, Northern Ireland.
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George Tatge nato a Istanbul nel 1951 da madre italiana e padre americano, lavora e vive a Firenze. Ha trascorso l’adolescenza tra l’Europa ed il Medio Oriente prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Laureato in letteratura inglese, incomincia a studiare la fotografia con l’ungherese Michael Simon.Si trasferisce in Italia nel 1973, lavorando a Roma come giornalista e poi a Todi per Art Forum e Newsday, portando avanti le sue ricerche fotografiche. Espone per la prima volta in Italia alla Galleria Il Diaframma di Milano nel 1973 e nel 1981 pubblica Perugia terra vecchia terra nuova. Da allora ha esposto in America ed in Europa e le sue opere fanno parte di collezioni come quelle del Metropolitan Museum di New York, della George Eastman House di Rochester, dell’Houston Museum of Fine Arts, della Bibliothèque Nazionale e della Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Dal 1986 a 2003 è stato dirigente tecnico-fotografico della Fratelli Alinari, per la quale ha condotto campagne fotografiche sul territorio italiano pubblicate in numerosi volumi.
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Fulvio Ventura nato a Torino nel 1941 vive a Ghiffa (VB) sul Lago Maggiore.
Inizia a fotografare nel 1966 come assistente di Ugo Mulas, per proseguire con una breve
attività di reportage da cui si distacca presto per dedicarsi integralmente, a partire dal 1972, alla fotografia di ricerca, principalmente di paesaggio. Ha esposto alla Galleria della
Bibliothèque Nationale di Parigi, alla Pinacoteca di Bari e alla Biennale di Venezia del 1993
nella sezione Muri di Carta. Ha partecipato a numerose collettive tra le quali  i Rencontres
di Arles
eViaggio in Italia e collaborato al progetto 1987-1997 Archivio dello Spazio.
Dieci anni di fotografia italiana sul territorio della provincia di Milano
. Ultimamente ha
partecipato a due esposizioni del museo di Fotografia Italiana, Villa Ghirlanda, Racconti
dal paesaggio, 1984-2004, a vent’anni da Viaggio in Italia
e Naturale, opere dalla collezione del Museo di Fotografia Contemporanea.
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Massimo Vitali nasce a Como nel 1944, vive a Lucca.
Ha studiato fotografia al London College of Printing. Negli anni '60, in seguito all'incontro
con Simon Guttmann fondatore dell'agenzia Report, ha intrapreso la carriera di fotoreporter per riviste e agenzie italiane ed europee. Negli anni '80 ha svolto attività di cineasta per la televisione e la pubblicità. Dalla metà degli anni '90 si dedica alla fotografia come ricerca artistica, sviluppata quale strumento originale per ritrarre il mondo. Noto a livello internazionale per le immagini a colori di spiagge, discoteche, piste da sci realizzate
dall'alto con apparecchi di grande formato che ritraggono in modo "oggettivo" il paesaggio
umano e restituiscono un originale affresco della realtà contemporanea. Numerose le mostre e i volumi dedicati al suo lavoro, tra cui: Beach and Disco, 2000 Landscape with Figures, 2004; Ten Years 1994-2004, 2004. Le sue opere sono conservate presso musei
e gallerie in Europa e Stati Uniti.
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